In sintesi
- Nella riforma dello switching (delibera 58/2026/R/eel), i clienti con CMOR attivo o pratica di sospensione per morosità in corso non accedono allo switch in 24 ore: l'attivazione può estendersi fino a 10 giorni lavorativi.
- Un piccolo ritardo di pagamento non blocca la procedura: serve una morosità prolungata. Il CMOR è applicabile solo per debiti superiori a 10 euro.
- La valorizzazione del CMOR e i flussi verso il SII incidono direttamente sui tempi di acquisizione e perdita dei clienti: il credit management entra nel processo commerciale.
Della riforma dello switching approvata due settimane fa si parla soprattutto in chiave di velocità. Ma c'è un aspetto che per chi vende energia conta almeno quanto i tempi: il rapporto tra switching e morosità. Nell'ambito della delibera 58/2026/R/eel, i clienti morosi non potranno utilizzare lo switch veloce. E questo cambia il peso del credit management dentro i processi commerciali.
Il filtro: chi accede allo switch veloce e chi no
La regola è lineare. Lo switch in 24 ore è riservato ai clienti con pagamenti regolari. Il blocco scatta se sul cliente è attivo il CMOR (corrispettivo morosità) oppure se è in corso una pratica di sospensione per morosità.
In questi casi l'attivazione può estendersi fino a 10 giorni lavorativi. Attenzione però alle proporzioni: un piccolo ritardo di pagamento non blocca la procedura, serve una morosità prolungata. E il CMOR è applicabile solo per debiti superiori a 10 euro.
Ripasso rapido: cos'è il CMOR e perché ora pesa di più
Il CMOR è lo strumento del sistema indennitario che consente al venditore uscente di recuperare crediti anche dopo il passaggio del cliente ad altro fornitore. Fino a oggi è stato vissuto soprattutto come una tutela del credito a valle: il cliente se ne va con un debito, il CMOR permette di non perderlo del tutto.
Con la riforma, il CMOR acquisisce una seconda funzione. Diventa un'informazione che condiziona i tempi di switching del cliente nel mercato: un CMOR attivo segnala al sistema che quel cliente non accede alla corsia veloce. La qualità con cui valorizzi e gestisci il CMOR, dalla correttezza degli importi alla coerenza dei flussi verso il SII, produce quindi effetti che escono dal perimetro del tuo recupero crediti e toccano l'intero mercato.
Le implicazioni operative, su due fronti
Quando acquisisci, prima di tutto. Dal 1° dicembre 2026 i tempi di attivazione di un nuovo cliente dipenderanno anche dalla sua storia di pagamento: 24 ore se è regolare, fino a 10 giorni lavorativi se ha un CMOR attivo o una sospensione in corso. Questo va incorporato nel processo commerciale: sapere in fase di acquisizione se il cliente rientra nella corsia veloce ti permette di gestire correttamente le aspettative e di pianificare l'attivazione. Un cliente a cui prometti 24 ore e che si attiva in 10 giorni è un cliente che inizia il rapporto con una delusione evitabile.
Poi quando gestisci il portafoglio. La valorizzazione del CMOR va presidiata con rigore. Importi corretti, soglie rispettate (sopra i 10 euro), flussi puntuali verso il SII: errori su questo fronte significano da un lato crediti non recuperati, dall'altro segnalazioni improprie che incidono sui tempi di switching di un cliente. La precisione qui non è solo buona amministrazione. È un requisito di correttezza verso il mercato.
E vale il richiamo che facciamo sempre: la gestione della morosità ha un perimetro preciso. Le pratiche di sospensione si aprono solo a fronte di morosità effettiva del cliente finale. ARERA su questo non transige, e confondere i piani costa caro.
Credit management e commerciale: la fine dei compartimenti stagni
La lezione di fondo della riforma è organizzativa. Finora credit management e commerciale potevano lavorare in parallelo, incontrandosi solo sui casi problematici. Con lo switch veloce, il dato di morosità entra direttamente nel funnel di acquisizione e nei tempi di attivazione: i due mondi devono parlarsi in modo strutturato e con dati aggiornati.
Va anche detto che da qui al 1° dicembre 2026 il quadro attuativo verrà precisato: dettagli sui flussi e sulle modalità operative arriveranno nei prossimi mesi. Ma la direzione è chiara, e chi imposta ora l'integrazione tra credito e commerciale arriverà a dicembre con un vantaggio concreto.
Cosa significa per la tua società
Le verifiche da fare ora: come valorizzi oggi il CMOR (correttezza, tempestività, soglia dei 10 euro); quanto sono puliti e puntuali i tuoi flussi verso il SII; se il tuo processo di acquisizione è in grado di conoscere e gestire la posizione di morosità del cliente prima dell'attivazione. Chi presidia questi punti trasforma il credit management da funzione difensiva a leva competitiva. E affronta dicembre 2026 con tranquillità.
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